Ormai è ufficiale! Dopo mesi di continue lamentele e discussioni nel campo dai cappelli bianchi sull’aumentare degli spammer e dei contenuti copiati sulle SERP di Google, sembra che il gigante si sia risvegliato e abbia dissotterrato l’algoritmo di guerra!
Il Brasile è un paese la cui popolazione è in continua crescita. In economia come in molte cose vige la dittatura dei numeri; i numeri contano e determinano l’andamento delle scelte dei governi e anche della spesa delle casalinghe. Un supermercato potrà offrire prodotti a prezzi più bassi di un negozietto rionale.
I Brasile, sebbene sia ancora pieno di contraddizioni sociali, è un paese che investe in ricerca ed è pieno di risorse. Questo paese sudamericano, patria della Samba e del Carnavale, potrebbe diventare nei prossimi anni un attore economico al pari di Cina e India e superare in importanza paesi come la Russia ed il Giappone.
Nel grafico qui sotto potete vedere il declino demografico di Russia e Giappone a partire dagli anni 90. Il crollo demografico di potenze del passato coincide con il crollo economico. La linea verticale coincide con il crollo del muro di Berlino.
Non ho mai amato la schiera di finti guru che nel nostro paese si presentano come alfieri di marche più o meno note, in particolare quando sotto questi comportamenti c’è spesso solamente la leva economica.
Fa eccezione a questo Steve Jobs, boss e guru di casa Apple. Steve è bravo, preparato, simpatico e geniale sotto tutti gli aspetti, ma ha oggi un problema: sta male, molto male. Sarebbe la stessa cosa la ditta della Mela Morsicata senza il suo padre-padrone?
Oggi l’ANSA e in passato il Wall Street Journal ci confermano come non siano solo i molti fan di Jobs a chiederselo: gli azionisti di Apple infatti sarebbero in procinto di approvare nell’assemblea annuale del 23 febbraio p.v. una risoluzione nella quale chiedono al CdA di poter avere un piano straordinario deputato interamente all’indicazione di quale deve essere la procedura e la modalità di successione del post-Jobs.
D’altro canto la legge nel loro caso parla chiaro: alle aziende è imposto di comunicare in maniera pubblica qualsiasi tipo di informazione possa influenzare direttamente o indirettamente le scelte degli azionisti riguardo il trattamento dei titoli di una ditta, e questo Apple lo ha fatto solo all’ultimo minuto.
Certo la paura tra i tanti possessori di azioni Apple inizia a farsi grande: chi ci sarà dopo Jobs sarà altrettanto bravo di lui a sviluppare i l’azienda e quindi di rimbalzo i loro interessi? Fossi un’azionista Apple, anche io avrei forti dubbi: in un Mercato ad alta competizione come quello di cui parliamo, alle volte anche un soffio di vento può provocare il crollo di un castello, che sia esso chiamato MySpace o Apple.
In questi minuti le agenzie di tutto il mondo stanno descrivendo l’attentato all’aeroporto di mosca con molti morti e feriti. La cosa inquietante è che certi videogiochi di guerra come Call of Duty avevano previsto un evento tragico come questo. Nei video qui sotto potete vedere come si parli espressamente di attentato all’aeroporto di Mosca.
A sentire i brasiliani di Google Discovery nel mese di agosto 2010, un gruppo di studenti della NASA e funzionari dell Nasa si sono riuniti per svolgere un’esperienza folle che aveva lo scopo di lanciare un Nexus nello spazio tramite un mini-razzo. Lo scopo era scoprire se i telefonini con Android potrebbero funzionare anche in un ambiente vuoto e temperature estreme, con alti e bassi improvvisamente.
Google però voleva di più e dopo i primi esperimenti è stato usato anche un pallone d’ alta quota, videocamere e un telefono cellulare Google Nexus S. Google ha così ampliato i suoi studi per raccogliere dati attraverso sensori Google Nexus S, come il GPS, giroscopio, accelerometro e magnetometro. Il telefono inoltre è stato dotato di una varietà di applicazioni, tra cui Google Maps for Mobile 5.0 (con le mappe offline), Google Sky Map, Google Latitude, e un’applicazione personalizzata per registrare tutti i sensori del dispositivo.
Ma c’era anche un ospite particolare sulla navicella pallonata.
Brandt Dainow CEO di ThinkMetrics ha scritto un articolo dove vengono riassunte 173 regole SEO per battere Google e vivere felici
Come tutti i pigri (ricordatevi che la gente su Internet è pigra e quindi facilitategli il lavoro) non mi va di scrivere molto e quindi copio e incollo il suo eccellente lavoro di sintesi. Attenzione però che questo articolo di Brandt è patrimonio comune di molti esperti SEO e non frutto di un laborioso lavoro la cui originalità andrebbe rispettata.
Ecco qui le famose 173 regole in lingua inglese (io sono pigro):
Factors that improve search engine results:
Code
1) Search terms in the <TITLE> tag
2) Search terms in <B> or <STRONG>
3) Search term in anchor text in links to a page
4) Search term in image names
5) Search term in image ALTs
6) Search terms the first or last words of the Title Tag
7) Search terms in the page name URL (e.g. acme.co.uk/folder/searchterm.html) Use of hyphen (“-”) or underscore (“_”) in search terms in URL (for example, search-term.htm is better than searchterm.htm)
9) Search terms in the page folder URL (e.g. acme.co.uk/search-term/page.html)
10) Search terms in the first or last words in the H1 Tag
11) Search terms in other <H> tags
12) Search terms in the page’s query parameters (e.g. acme.co.uk/page.html?searchterm)
13) Search terms (and location) in the meta-description tag
14) XML sitemap
15) XML sitemap under 10k
16) Accuracy of XML sitemap
17) Sitemap folder geo-targeting
18) Index/follow meta tags
19) Robots.txt present
20) URL length
21) Title attribute of link
22) W3C-compliant html coding
23) Video header and descriptions
24) Video sitemap
25) Compression for size by eliminating white space, using shorthand notation, and combining multiple CSS files where appropriate. GZIP can be used
26) Use CSS sprites to help consolidate decorative images
27) No redirection to other URLS in the same server
28) <NOSCRIPT> tags (even though I don’t know anyone who doesn’t have JavaScript enabled)
29) Geo-meta tags if the business serves a targeted geographic area
30) Relevance of <TITLE> tag to page content
31) Relevance of <META DESCRIPTION> to page content
32) Code-to-text ratio
33) Canonical URL
34) Directory depth
35) Number of query-string parameters
36) Link attributes — like rel=nofollow
37) Link structure
38) Microformats
39) Mobile accessibility
40) Page size
41) Page accessible
42) Page internal popularity (how many internal links it has)
43) ALT Image Meta Tags (this can be helpful for FLASH elements too)
44) Age of prominent / 2nd level pages
………
125) Lack of designed 404 page
126) Number of links a page is from homepage
127) Server calls, images, JavaScript, database calls (affects speed of website)
128) Badly done redirects
129) Duplicate title/keywords
130) Redirect through refresh meta tags
131) Dynamic pages
132) Links with “?” in them
133) Use of frames
134) Use of cookies
135) Excessive cross linking
136) Cloaking
137) Excessive use of graphics
138) JavaScript navigation (Googlebot can’t run JavaScript)
139) Comment spamming
140) Use of display none within CSS
141) Use of -9999px within CSS
142) Use of absolute positioning
143) Use of tables
144) Use of the <blink>tag
145) Slow site architecture. If your site build is in such a manner that the robots can’t crawl it without losing too much time, some pages won’t get indexed
146) Deep site architecture. The further down a page is, the less chance it will get found. If it is found, it will be visited less often
147) Duplicate tags on site
148) Number of links on page (too many will affect adversely)
149) Page file size/load time Copy
45) The most important rule of all: plain old simple quality relevant content
46) Keyword density
47) Keyword proximity — number of words between search terms (less is better)
48) Keyword positions in page
49) Keyword prominence (start/end of paragraphs or sentences)
50) Words in page
51) Page category (or theme)
52) Relevance (to searched phrase)
53) Synonyms to query terms
54) Language
55) Linear distribution of search terms
56) Legality of content
57) Frequency of updates
58) Standard deviation of search terms in the population of pages containing search terms
59) Semantic relevance (synonym for matching term)
60) Rich snippets
61) Rich snippet UGC rating
62) Search term density through body copy (about 3-5 percent)
63) Search terms in internal link anchor text on the page
64) Search terms in external link anchor text on the page
65) Search terms in the first 50-100 words in HTML on the page
….
150) Hidden content or font colors within 10 percent of background color RBG value
151) Poison words
152) Keyword stuffing
153) Doorway pages
154) Keyword saturation
155) Use of words relating to porn
156) Saying anything remotely negative about Google
157) Duplicate content on site. Google is “understanding” about ecommerce sites that have duplicate content for multiple products — it will pick one at random and dump the rest, but you won’t be penalized Site
158) Over-optimization. If you match what Google is looking for too well, Google will assume you did it just to get better listings and you’ll be penalized. Google considers tuning your site for better listings unethical
159) Linking between all the domains hosted on same IP
160) Multiple redirects
161) Multiple domains to the same website (different country variations are acceptable, but not multiple totally different domains, for example newcars.com, sportscars.com, and fastcars.com pointing at the same site)
162) IP address (many are blacklisted for spamming)
163) Whether the site has been previously de-indexed due to malpractice
164) Domain IP neighbors (if they have a bad reputation) Links
165) Participation in link schemes
166) Link to a bad neighborhood
167) Traffic buying
168) Link buying
169) Being linked to by a site Google dislikes (you’ll be punished by association) Behavior
170) Automatically playing audio or video
171) Unsecured payment gateways
172) Percentage of SERP click-throughs that return to SERP page in a short time (sort of bounce rate)
173) Google staff finds your site doesn’t match what is in the Google cache
SEO significa ottimizzazione per i motori di ricerca. Ricordatevi però che non esistono solo i siti web. Potete ottimizzare tutto, ma proprio tutto tutto basta che sia raggiungibile da un motore di ricerca. La pagine su Facebook possono apparire tra le SERP di una ricerca di una parola chiave.
Se cercate “internet is cats” su google.com, trovate come risultato un video sui gatti caricato su Facebook. Il testo descrittivo evidenziato dal preview di Google indica dove il motore di ricerca ha trovato la keyword “internet is cats”.
Cliccate sull’immagine qui sotto per vedere meglio di cosa parlo.
Qualche giorno fa ho scritto un post dove ribadivo l’importanza per i motori di ricerca dei link unici che identificano in modo univoco la pagina di un sito che tratta di un determinato argomento. La cosa interessante che voglio evidenziare oggi è che analizzando le statistiche di gennaio il sito DreamyourMind appare nelle prime posizioni proprio per le parole chiave link unici e motori ricerca link unici. L’analisi delle statistiche e delle parole chiave che hanno portato traffico a questo sito mi ha dato lo spunto per creare questo post e ribadire così alcuni concetti chiave del SEO.
In sintesi quindi:
a) Analizzate sempre le statistiche per vedere cosa sta succedendo ma anche per trarre spunto per nuovo testo da scrivere nel blog o sul sito. Le statistiche vi dicono cosa stanno cercando le persone e quindi cosa si aspettano di trovare. Questa operazione di tuning continuo migliorerà il vostro traffico.
b) Questo post mi da l’occasione per ribadire il concetto dell’univocità del contenuto e soprattutto del link (url, indirizzo) che lo contiene. In teoria il fatto che ci siano due post linkati che trattano dell’univocità di contenuto e link dovrebbe rafforzare il posizionamento relativo alle parole chiave: link unici e motori ricerca link unici. Mi fermo qui con la citazione di queste parole chiave perché incorro nel serio pericolo di fare keyword stuffing!
c) Questo post mi ha dato l’opportunità di avere un ulteriore link interno. Se avete pagine che trattano di argomenti simili o già citati (se possibile però rimanete sempre nell’ottica un pezzo una pagina) linkateli tra di loro. In questo modo date la possibilità a chi vi visita di rimanere di più sul vostro sito e Google avrà una percezione migliore e più chiara di chi siete e di cosa vi occupate.
Spesso incontri a feste e cene persone che con orgoglio di un combattente reduce da iwo jima dichiara di non avere un profilo su Facebook oppure di esserne fuggito chiudendo baracca e burattini. In questi giorni si sta diffondendo in maniera virale un video realizzato da un giovane filmmaker del Minnesota che dice proprio questo: you need to get off facebook!
La cosa interessante è che il video è stato visto su YouTube da più di 200 mila persone. Un successo in termini di visibilità da far invidia a molte agenzie che si occupano di viral!
Ora se guardate le informazioni subito sotto al video trovate:
Interessante no? A parlar male di Facebook ci si guadagna e infatti alla fine ci guadagneranno: Sonny Side Films, Thievery Corporation, Canon 7D, Apple Final Cut Pro.